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Le prime glaciazioni

Alla fine del Miocene esisteva già un sistema articolato di valli profonde con una rete di drenaggio definita e con un grado di evoluzione già avanzato. La presenza di questo sistema di valli, che è in realtà diffuso in tutto il territorio a Sud delle Alpi, è stata messa in relazione con il disseccamento del Mediterraneo avvenuto durante il Messiniano.


Il fiume paleo-Olona percorreva un profondo canyon, localizzato più o meno in corrispondenza della sua valle attuale, che nel tratto di Malnate aveva il fondovalle posto in un punto attualmente a quota 70 m s.l.m. All'inizio del Pliocene il mare trasgredisce in queste valli creando una costa a ria con bracci di mare allungati, separati da isole, che, in corrispondenza delle maggiori paleovalli, penetrano profondamente nella terraferma. Si depongono in questo momento le Argille di Castel di Sotto.

La superficie del territorio emerge parzialmente formando una serie di isole separate da canali ed è costituita da depositi del Gruppo della Gonfolite con morfologia a dossi e depressioni, con spessa copertura di alteriti.

La Gonfolite, anch'esso termine tradizionale lombardo, è un insieme di formazioni nate da depositi scaricati da un paleofiume sulla scarpata del mare e cementati tra loro da fluidi di silice.

In alta Valle Olona, al Vivirolo e in Val Selvagna, laFormazione del Vivirolo testimonia la primaavanzata glaciale che ha interessato questo territorio.
Verso Sud, nella media Valle Olona, si osservano i depositi fluvioglaciali della Formazione di Torba che potrebbero, in via ipotetica, essere correlati a questo evento. Questa glaciazione è di età pliocenica 

 A Nord del territorio considerato, in Valle della Fornace è chiaramente distinguibile anche una seconda avanzata glaciale testimoniata da depositi fluvioglaciali e glaciali attribuiti alla Formazione dell'Immacolata. Sempre nel settore settentrionale, ma nell'area comasca, sono presenti le tracce di due antiche glaciazioni.

Nel Pliocene superiore si deposita II Ceppo della Bevera che è costituito per la maggior parte da clasti (ciotoli) carbonatici e porfirici che testimoniano un'alimentazione locale. È un corpo che si è probabilmente deposto in risposta a movimenti tettonici nell'area come si può arguire considerandone la composizione petrografica che fa escludere apporti glaciali, la superficie di erosione basale molto marcata e l'imponenza del deposito stesso. Il Ceppo della Bevera stesso si presenta frequentemente inclinato tettonicamente in Valle della Bevera, Valle del Quadronna e nel pianalto di Castelnuovo Bozzente.

La presenza di conglomerati a porfidi nel sottosuolo comasco implica necessariamente che il fiume Adda non scorreva lungo il ramo occidentale del Lago di Como ma nel ramo orientale.

Poiché in alcuni settori il Ceppo della Bevera si presenta completamente alterato prima della deposizione del Ceppo dell'Olona, deve essere intervenuta una fase pedogenetica (formazione del suolo) abbastanza lunga al termine della deposizione del ceppo stesso.

In questo periodo, nella parte meridionale della Valle Olona mancano sedimenti correlabili con il Ceppo della Bevera, e ciò sta ad indicare che i corsi d'acqua che trasportavano i maggiori quantitativi di materiale non percorrevano questa valle.
Sono però presenti due formazioni (Formazione di Cascina Monastero e Formazione di Castelseprio) di difficile collocazione temporale. La prima di queste ha un'alimentazione soprattutto locale; la seconda, con una composizione petrografica ricca di elementi schiettamente alpini, rappresenta un fluvioglaciale. La storia dell'alterazione di quest'ultima  implica una lunga e complessa pedogenesi con assenza, quindi, di scorrimento idrico in Valle Olona.

Si può ipotizzare che la Formazione di Cascina Monastero corrisponda alla Formazione dei Boderi anch'essa costituita da depositi di provenienza locale ma più grossolani. La Formazione di Castelseprio invece, potrebbe corrispondere alla Formazione dell' Immacolata della quale costituirebbe il fluvioglaciale.

La sua pedogenesi sarebbe contemporanea alla deposizione e alla pedogenesi del Ceppo della Bevera. Successivamente alla deposizione del Ceppo della Bevera, nel territorio orientale si deposita la Tillite di San Salvatore, che testimonia una nuova avanzata glaciale forse correlabile ai depositi glaciali presenti nella parte più alta dellaFormazione di Castronno.


Nella figura: evoluzione della Valle Olona e della Valle del Ticino fra il Terziario e il Quaternario. In questa successione di figure sono rappresentati gli eventi di erosione e di deposizione che sono testimoniati dalle formazioni descritte in precedenza.  A ciascuna  illustrazione è affiancata l'indicazione temporale, spesso associata al nome dell'unità geologica corrispondente. Sono indicate anche le fasi di movimenti tettonici riconosciute. Si osservino i cambiamenti nel regime idrografico della regione e, nel Pleistocene medio, il casuale riaprirsi della Valle Olona in corrispondenza del suo antico solco.
(illustrazione di A.Bini)