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Le Formazioni



I criteri adottati per il rilevamento geologico sono gli stessi che Bini (1987) e Da Rold (1990) hanno adottato nei loro lavori: i depositi che sono attribuiti ad un determinato Episodio glaciale (unità diacronica) costituiscono un'unità allostratigrafica, definita in accordo al codice americano di nomenclatura stratigrafica (NACSN, 1983), e riconoscibile sulla base dei caratteri peculiari della superficie limite superiore. I corpi sedimentari che sono invece riconoscibili esclusivamente sulla base delle loro caratteristiche interne, sono invece stati definiti come unità litostratografiche. E' stato ritenuto opportuno, in certi casi, istituire allogruppi che possono anche contenere  unità allostratografiche e unità litostratografiche.


Il tipo di Unità allostratigrafica è stato proposto in Italia nel 1989 e da allora è stato costantemente utilizzato per i rilevamenti geologici del Quaternario che si sono effettuati presso il Dipartimento di Scienze della Terra dell'Università degli Studi di Milano. 

Si distinguono:

  • Unità allostratigrafica: è un corpo di rocce sedimentarie cartografabile, definito ed identificato sulla base di discontinuità che lo delimitano.
  • Gerarchia: in ordine decrescente, delle unità allostratigrafiche è: allogruppo, alloformazione e allomembro.
  • Alloformazione: è l'unità fondamentale della classificazione allostratigrafica; essa comprende i sedimenti appartenenti ad un determinato evento deposizionale. Un'alloformazione, se ciò risulta utile, può essere completamente o parzialmente divisa in allomembri.
  • Allomembro: è l'unità allostratigrafica di rango immediatamente inferiore all'alloformazione.
  • Allogruppo: è l'unità allostratigrafica di rango immediatamente superiore all'alloformazione. Un allogruppo può essere costituito completamente da alloformazioni o, in alternativa, può contenere una o più alloformazioni che insieme non costituiscono l'intero allogruppo. Un allogruppo può essere definito solo se risulta essenziale per la comprensione della storia geologica o per indicare una associazione di depositi appartenenti a più eventi sedimentari, ma non suddivisibile in alloformazioni per carenza di dati oggettivi.
  • Caratteristiche interne: (litologiche, tessiturali, fisiche, chimiche. paleontologiche, ecc...) possono variare lateralmente e verticalmente attraverso l'unità
  • Limiti di unità allostratigrafiche: sono costituiti da discontinuità tracciabili lateralmente.
  • Cartografabilità: un'unità allostratigrafica deve essere cartografabile alla scala a cui si opera. Si può derogare da questo vincolo, nei caso in cui l'unità, pur non essendo cartografabile, rivesta un ruolo essenziale nel contesto stratigrafico regionale.
  • Area e località tipo: per ciascuna unità altostratigrafica devono essere designate una località tipo ed un'area tipo. Deve essere istituito uno stratotipo area/e comprendente le sezioni o gli affioramenti più significativi con particolare riguardo a quelli in cui sono esposte le superfici che delimitano l'unità. Una unità allostratigrafica può essere lateralmente contigua con un'unità litostratigrafica formalmente definita; deve essere descritta una sezione dove queste due unità sono a contatto.
  • Relazioni con la genesi: l'interpretazione genetica non è un criterio appropriato per definire un'unità allostratigrafica. L'interpretazione genetica può però influenzare l'identificazione dei limiti.
  • Relazioni con le superfici morfologiche: una superficie morfologica può essere utilizzata come limite di una unità allostratigrafica; il nome della superficie non può tuttavia essere esteso all'unità.
  • Relazioni con i suoli e i paleosuoli: suoli e paleosuoli, che sono costituiti dai prodotti di alterazione e pedogenesi, differiscono per molti aspetti dalle unità allostratigrafiche, che sono unità deposizionali. Il limite superiore di un suolo o di un suolo sepolto può essere usato come limite di un'unità allostratigrafica
  • Relazioni con la storia geologica: la ricostruzione della storia geologica non può essere usata per definire un'unità allostratigrafica. Una ricostruzione ben documentata della storia geologica può tuttavia influenzare la scelta dei limiti dell'unità
  • Relazioni con i concetti di tempo: iI tempo, comunque misurato, non può essere usato per definire un'unità allostratigrafica. Comunque le relazioni di età possono influenzare la scelta dei limiti dell'unità
  • Estensione:un'unità allostratigrafica si estende dalla propria area tipo tracciando le discontinuità che la delimitano ovvero correlando tra loro i depositi tra le discontinuità stesse
  • Variazioni di rango: i principi e le procedure per l'elevazione o la riduzione di rango di un'unità allostratigrafica sono le stesse in uso per le altre unità stratigrafiche
  • Nomenclatura delle unità allostratigrafiche: i principi e le procedure per la nomenclatura delle unità allostratigrafiche sono identici a quelli per le unità litostratigrafiche.
  • Revisione: la revisione delle unità allostratigrafiche segue le stesse norme in uso per le altre unità stratigrafiche.

Il metodo utilizzato per il rilevamento ha permesso di mettere in evidenza l'esistenza di un grande numero di corpi geologici, ben distinguibili l'uno dall'altro, e legati fra loro da chiari rapporti stratigrafici.