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Chiesa di San Michele

Il più antico oratorio a nord di Milano di origine longobarda, o meglio, Burgunda. I Burgundi ebbero diritto di saccheggio su Milano nel 521 d.C. e popolarono poi la Val Mesoncina e le valli del Rodano in Francia.Per molti aspetti molto simile alla chiesa di S. Nazzaro, si trova su un probabile percorso della vecchia Pedemontana che da Malnate andava a Castelseprio, poi, passando per il Ticino per Eporedia (l'antica Ivrea), verso la Francia.

Di altre S. Michele, risalenti allo stesso periodo, esistono resti a Mesocco ed a San Félix de la Gironde.
Viene datata V-VI secolo, in quanto ricorre spesso il modulo del piede romano (cm. 29,6), il falso arco di scarico sopra gli elementi orizzontali, l’uso di materiali leggeri e facilmente lavorabili per le parti alte dell’edificio.

La pianta della chiesa si presenta rettangolare con abside semicircolare, una porta a nord chiusa e una chiusa a sud, l’abside è orientato ad est, la facciata con profilo a capanna ha la porta d'ingresso spostata sulla destra e, sopra, due finestre tonde centinate, alte rispetto la facciata per prendere più luce a causa dell’incombente riva soprastante, ma con una similitudine con la chiesa di S. Maria Foris Portas (Castelseprio).

Sulla sinistra della facciata anticamente doveva sorgere il campanile, mentre ora vi è una vela posta tra l’abside ed il corpo rettangolare della chiesa.
L’edificio fu riattato in età romanica, come dimostra l’abside e l’arco trionfale, ristretto nella sua luce, che nel XII-XIII sec. venne affrescato.
Nel 1607 viene nuovamente restaurata dal parroco di Gornate Olona e viene aggiunta la sala principale, affrescata sull’arco trionfale; nuovi restauri vennero compiuti nel 1607, 1732, 1921, 1978 e infine nel 1990.

Al suo interno sono racchiuse opere pittoriche di notevole rilevanza, ci sono diverse stratificazioni di affreschi nell’abside e nell’arco trionfale; i più antichi absidali risalgono al periodo bizantino, dove affreschi bizantineggianti ad encausto (unici al mondo) rappresentano vari personaggi, pastori, greggi, santi e un Cristo Pantocrate, i colori sgargianti indicano materiale pregiato e una committenza elevata.

Un affresco in ocra rappresenta un Giano Bifronte, allegoria dei mesi dell’anno (inizio e fine); in un altro affresco si vede molto bene una crocifissione simile a quella che si trova nella chiesa di Santo Stefano a Bizzozzero, risalente al XV sec.; altri sono andati perduti. Sul lato nord della chiesa non vi sono aperture, vi è un altare su cui è affrescata la Madonna in trono, affiancata da S. Sebastiano e S. Rocco, datata 1532. Sul lato sud vi è una finestra e addossata alla vecchia porta ora chiusa si trova affrescato un San Michele della scuola di Guido Reni, datato 1732.