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Castelseprio






Storia

Il termine Castelseprio si ipotizza avere due possibili origini. Nella nutrita storia del paese, infatti, due insediamenti ben distinti, il Castrum e il Vicus, sono andati a formare il Comune.
Nella prima ipotesi, il termine Seprio (da Sibrium) deriva dai Galli Insubri, che avrebbero invaso il territorio e fondato il primo insediamento fortificato dell'antica Insubria (dal loro nome); nella seconda ipotesi, il nome Seprio deriverebbe da quello di Severo, a sua volta derivato da un'antichissima radice 'sev', indicante abbondanza d'acqua, a testimonianza delle frequenti inondazioni del fiume Tenore che ristagnavano nella piana attorno alla collina.

L'antica Castelseprio sorse agli inizi del IV sec. d.C., a seguito delle invasioni delle popolazioni barbariche (nel III secolo queste ultime avevano incominciato a varcare pesantemente i confini centro europei dell'Impero romano tanto che, nel 269, gli Alamanni erano giunti fino a Milano) come luogo militare posto lungo la via Como-Novaria a difesa dei confini (Iimes) al di qua delle Alpi. A questo periodo risalgono le tre torri ancora visibili, a livello delle fondamenta, sul pianoro del castrum.

Durante il regno dell'ostrogoto Teodorico furono costruite le mura difensive, che rinchiusero tutto il pianalto e si allungarono verso il fondo valle, costituendo il baluardo detto oggi di Torba, e inoltre la casa-torre, la basilica di S. Giovanni Evangelista e il Battistero di S. Giovanni Battista.

In epoca longobarda (VI-VIII sec. d.C.), il castrum divenne il centro di un territorio molto vasto. A questo periodo risalgono alcuni ampliamenti della chiesa di S. Giovanni e molte case di abitazione nel castrum. Alla caduta del regno longobardo, alla fine dell'VIII sec., passò sotto la dominazione dei Franchi di Carlo Magno diventando centro della Contea del Seprio, costituitasi proprio in età carolingia.

La storia dell'antico insediamento, quindi, si svolge dall'epoca tardo-antica alla fine dell'età comunale (XIII secolo) passando attraverso la dominazione dei Goti e le guerre goto-bizantine, il dominio longobardo (VI-VIII secolo) e l'età carolingia (fine VIII secolo).

La fortificazione venne distrutta, dopo anni di tentativi, nella notte del 28 marzo 1287, qualche giorno dopo la Fiera dell'Annunziata, a conclusione della lotta per la conquista della Signoria di Milano tra le famiglie Della Torre (sconfitta) e la famiglia Visconti (vincente): vennero rasi al suolo gli edifici militari e civili. L'arcivescovo Ottone Visconti decretò che mai più si ricostruisse e si abitasse nell'antica roccaforte.
Il divieto, che sottoforma di giuramento veniva pronunciato dal capitano e poi dal vicario del Seprio fino al 1786, quando fu soppresso dall'Imperatore austriaco Giuseppe II, fu ampiamente rispettato.

Dalla distruzione vennero risparmiate solo le chiese con i loro edifici di servizio (case canonicali, ecc...) i cui resti sono visibili all'interno dell'attuale zona archeologica. Dopo allora il luogo non fu più abitato se non dai religiosi, per essere abbandonato anche da questi ultimi alla fine del '500.

La popolazione di Castelseprio che si salvò dall'attacco proditorio di quel marzo 1287, emigrò a Nord-Ovest del Castrum dove si unì alla comunità di Vicoseprio. La chiesa più antica conservata fino ad oggi è S. Maria Rotunda, della seconda metà del quattrocento, posta su una piccola altura e con le spalle rivolte alla Valle Olona, che conserva interessanti affreschi.

La chiesa parrocchiale odierna, dedicata ai Santi Nazario e Celso, di antica fondazione, nell'800 venne ristrutturata con il cambiamento anche del suo orientamento. Per la sua ristrutturazione venne spogliata l'antica basilica di S. Giovanni, azione che comportò diffide da parte ecclesiastica.

Nel 1842 per lo Stato e nel 1911 per la Chiesa, Vico Seprio mutò nome in Castel Seprio, pur mantenendo le sue tracce nel dialetto locale, in cui è nota come Visévar. 

Aggregata a Carnago nel 1928, la locale comunità avrebbe ritrovato una sua autonomia amministrativa solo nel 1947.