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Alberi e Arbusti A - B

Abete bianco (Abies alba Miller) PINACEAE

Sempreverde aghiforme, è il classico albero di Natale. E' diffuso nelle zone montuose dell'Europa meridionale tra gli 800 e 1800 m, qualche esemplare attecchisce anche alle nostre quote. Può arrivare fino ad un'altezza di 40 m. Le caratteristiche che più permettono l'identificazione sono le foglie aghiformi con due strie biancastre sulla faccia posteriore e le pigne erette cilindriche, di 10-20 cm.

Acero minore (Acer monspessulanum) ACERACEAE

Raggiunge i 6-7 m. Le sue foglie sono tra le più piccole degli aceri europei e si presentano glabre, verdi lucide al di sopra, opache sotto, coriacee e formate da 3 lobi ottusi. Cresce nei boschi termofili di latifoglie.

Acero di monte - Sicomoro (Acer pseudoplatanus) ACERACEAE


Ha forma massiccia, a cupola, con fittofogliame e rami inferiori pesanti; alto fino a 40 m, produce una fitta ombra. Le foglie a cinque lobi sono opposte, i lobi inferiori sono meno pronunciati; le pagine superiori sono verde scuro. I i fiori giallo/verdastri compaiono insieme con le foglie nel periodo maggio/giugno. Preferisce terreni profondi e buoni, ed ha bisogno di una modesta quantità di luce e calore.

Acero negundo (Acer negundo)

ACERACEAE

Originario del Nord America, è una una pianta a rapido accrescimento; viene utilizzata in parchi, giardini e viali. I frutti sono disamare glabre grigiastre incurvate ad angolo acuto. Alto da 5 a 20 m; la fioritura è tra aprile e maggio. Dalla linfa si estrae una sostanza zuccherina, lo sciroppo d'acero.

Acero oppio (Acer campestre)

ACERACEAE

Cresce in pianura ma può arrivare fino ai 1200 m. In altezza non va oltre i 10/15 m, va quindi considerato un alberello di sottobosco. Foglie lungamente picciolate, verde intenso nella parte superiore. Fiori piccoli riuniti in corimbi. Frutti ramati penduli formati da due samare.



Acero riccio (Acer platanoides)

ACERACEAE

Pianta spontanea nelle foreste miste e nel sottobosco come forma di arbusto. Preferisce terreni freschi e profondi. E' spesso coltivato a scopo ornamentale. La foglia somiglia a quella del platano (da qui il nome). Fiorisce in aprile/maggio prima delle foglie, con fiori gialli in corimbri eretti. Arriva fino ai 25-30 m; vive fino a 150 anni.


Agrifoglio (Ilex aquifolium)

AQUIFOLIACEAE

Chioma stretta e conica; ramificazioni regolari da giovane, disordinate con l'età. La corteccia verde da giovane, diventa grigia e liscia. I suoi fiori profumati, maschili e femminili, compaiono su alberi separati in aprile/maggio. Le foglie sono alterne e sempreverdi, con spine aguzze. Solo le piante femminili portano i frutti, velenosi per l'uomo, ma consumati dagli uccelli durante l'inverno.


Barba di capra (Aruncus dioicus)

(Walter) Fernald

ROSACEAE

Grandi foglie composte a contorno triangolare. L'infiorescenza si compone di pannocchie a piccoli fiori bianchi.

(foto scattata il 12/6/05, nei pressi della secca del Tenore)


Betulla (Betula pubescens Ehrh.)

BETULACEAE
Sempre ben distinguibile nel bosco per la sua

corteccia, l'albero bianco è diffuso in tutta l'area del parco. Nonostante l'aspetto delicato è uno degli alberi più resistenti al mondo, era sacro presso i Celti e le tribù germaniche. Gli alberi giovani hanno chioma appuntita; con la maturità assume forma a cupola. La corteccia è rosea poi argentea a macchie nere. Le foglie, alterne, hanno piccioli esili e glabri; i margini sono frastagliati, con doppia dentellatura. La base della foglia è diritta. Gli amenti maschili, bruno-purpurei, e quelli femminili, verde chiaro, si schiudono in aprile. Le foglie e la corteccia hanno proprietà tintorie.


Biancospino comune (Crataegus monogyna Jacq.)

ROSACEAE. Il nome crataegus deriva dal termine greco Kratos che significa forza. La sua fioritura secondo i Celti segna l'inizio della primavera, la festa di Beltane. Ha rami fitti e legno durissimo, ricoperto di spine lunghe ed aguzze. Le foglie singole, irregolarmente dentate, assumono colori vivaci in autunno. La chioma è rotonda e può raggiungere un'altezza di 12 m. Può vivere fino a 500 anni. I frutti (foto 11/9/05) forniscono cibo invernale ad alcuni uccelli, tra cui i tordi, se ne può ricavare inoltre una gelatina ricca di vitamina C. I fiori in bocciolo possono essere conservati sott'olio come i capperi.


Brionia comune - Vite bianca (Brionia cretica ssp. dioica)

(Jacq.Tutin) CUCURBITACEAE.

Pianta erbacea perenne, rampicante, pelosa e ruvida. Radice robusta e carnosa, a fittone. Fusto sottile rampicante, munito di robusti cirri, lungo da due a quattro metri. Foglie verde opaco, alterne, con picciolo robusto; lunghe fino a 10 cm, hanno forma palmato/lobate, con superficie cosparsa di peli irti. Fiori riuniti in racemi posti all'ascella delle foglie. Il futto è una bacca della grandezza di un pisello di colore verde che vira al rosso vivo a maturazione.


Brugo (Calluna vulgaris Hull)

ERICACEAE

E' un arbusto tipico della brughiera, piuttosto basso, attorno al mezzo metro.

Specie monoica, ermafrodita. Fiorisce da giugno a settembre, colore rosa/porpora. Frutti formati da capsule di 1 cm a 4 settori che giungono a maturazione in agosto. Si spinge fino ai 2700 m.