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Pleistocene Inferiore

Pleistocene Inferiore

L'utilizzo di un metodo di lavoro che si affida ad un uso attento delle unità stratigrafiche ha permesso di dipanare con maggior efficacia il problema del "Ceppo" e del "Ferretto". Istituire un'unità che comprenda tutte le facies conglomeratiche che affiorano nel territorio non consente, infatti, di porre in evidenza i reciproci rapporti geometrici e, di conseguenza, i rapporti temporali.


By Admin | California, US | In Art
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Anche le caratteristiche di alterazione, se considerate da sole, non permettono di leggere adeguatamente lo sviluppo del territorio. Al di là di un certo limite l'alterazione tende, infatti, a rendere assai simili tutti i depositi e non fornisce più un criterio adeguato per separare diverse unità. Grandi spessori di alterazione coprono, invece, unità cementate assai diverse fra loro. Si pensi alla coppia Ceppo dell'Olona - Formazione di Castronno e al binomio Ceppo della Bevera - Formazione di Rio Quadronna: esse si presentano con caratteristiche simili, ma la composizione petrografica e la loro posizione stratigrafica permettono una chiara distinzione e il loro inserimento in un quadro evolutivo completamente differente. Si rammenti, inoltre, che i profili di alterazione molto sviluppati sono caratteristici di molte unità e che tutto dipende da cosa si intende quando si afferma "molto sviluppati".

Profili contenenti orizzonti fortemente arrossati sono presenti in molte unità antiche degli edifici morenici (Allogruppo di Morazzone, Allogruppo del Bozzente) e anche nelle coperture loessiche (Formazione di Rovate, Formazione di Monte Carmelo), ma i massimi spessori di alterazione sono stati descritti nella Formazione di Castronno, che, solo in una ristretta porzione, è da considerarsi di origine glaciale.

Le informazioni che si hanno sull'andamento delle oscillazioni climatiche dedotte dallo studio dei sedimenti oceanici indicano che il Pleistocene inferiore è caratterizzato da una serie di punte fredde e calde che sono numerose, ravvicinate nel tempo (la periodicità media è di 40.000 anni) e con escursione termica ridotta.

Ipotizziamo, su questa base, che il Pleistocene inferiore non abbia visto ghiacciai raggiungere la pianura e che il manto vegetale abbia potuto continuare a crescere durante tutto questo periodo. Se ciò è vero abbiamo un lungo intervallo di tempo con condizioni di biostasia in pianura, che hanno favorito lo sviluppo di suoli profondi. Il "Grande Interglaciale Mindel-Riss" potrebbe quindi trovare un riscontro nel tempo precedente al Pleistocene medio.